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LINGUAGGIO MULTIMEDIALE E FEDE

 

Il mondo multimediale in cui viviamo ci deve interrogare e far riflettere sulle nuove possibilità di essere e di relazionarsi. Volente o nolente la persona è modificata da ciò che la circonda e si è perfino giunti a definire il “ragazzo elettronico” e “l’homo technologicus”, come modelli sociali di riferimento. Questo non ci porti a pensare a personaggi di fantascienza o realtà del futuro, è quanto già vivono oggi i ragazzi che incontriamo nelle nostre famiglie, a scuola, al catechismo. In una giornata essi passano facilmente dalla televisione al videogioco, dalla rivista trovata sul divano di casa al cellulare, dall’uso del computer alla partita in sala giochi, per loro i mezzi elettronici sono strumento familiare. Forse chi più si trova disorientato e impreparato in questo nuovo ambiente siamo proprio noi adulti, in realtà non dobbiamo temere né fuggire, tanto meno noi che per vocazione siamo chiamate a condividere il carisma proprio della Famiglia Paolina: comunicare il Vangelo con i mezzi più celeri ed efficaci. Ad affrontare con fiducia queste nuove sfide ci viene in soccorso il libro delle edizioni Paoline Il linguaggio multimediale nell’educazione alla fede scritto da Maria Rosaria Attanasio. Perfettamente in tema con la 41a Giornata delle Comunicazioni Sociali, che si celebra nella festa dell’Ascensione, il 20 maggio, il volume si pone due obiettivi principali: 1) Identificare i tratti nuovi che i New Media determinano nelle persone, considerando l’aspetto antropologico, pedagogico e socio-culturali; 2) Valorizzare nella catechesi e nell’evangelizzazione il linguaggio multimediale. Un’approfondita e valida ricerca ci fa conoscere il meraviglioso processo di crescita che vivono i fanciulli dai 7 ai 10 anni; lo sviluppo psicofisico, la capacità cognitiva, il linguaggio, la componente religiosa insieme all’influenza dell’ambiente familiare e culturale in cui si

trovano. La seconda parte del testo propone la multimedialità come risorsa anche per la catechesi, tenendo conto che ogni cambiamento in termini di linguaggio deve essere sempre guidato dalla volontà di farsi capire, dal desiderio di far arrivare l’annunzio di vita e di felicità del Regno di Dio in maniera chiara, creativa, affascinante. Non mancano riferimenti all’intuizione carismatica di don Alberione, l’autrice è una Figlia di San Paolo, al Documento Base per la Catechesi: Il Rinnovamento della Catechesi, ed alcuni esempi concreti. La ricerca, mentre individua punti di convergenza tra i vari aspetti e dimensioni affrontate, al contempo apre altri “file” da scoprire, a noi buttarci nell’avventura.

Rosaria G.

 

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